Introduzione
Dopo "SALIERE" (2005), "BOTTIGLIE" (2006), "ACQUASAN TIERE" (2007) e "VASI DA FARMACIA" (2008) ritorniamo nell'ambito domestico con "PIATTI di uso e da parata", un altro libro-catalogo a soggetto monotematico. Con le saliere abbiamo presentato esemplari di un po' di tutte le manifatture italiane a cavallo di tre secoli (XVIIº - XVIIIº - XIXº); con le bottiglie ci siamo limitati ad esemplari di manifatture del Sud in due secoli (XVIIIº-XIXº); con le acquasantiere ci siamo occupati di esemplari prodotti in tutta Italia dal XVIIº al XIXº secolo; con i vasi da farmacia abbiamo cercato di coprire la produzione italiana dal XVIº al XIXº secolo.
Questa volta ci occupiamo di piatti in maiolica di uso e decorativi, prodotti per uso domestico o da parata ed usciti da manifatture di tutta Italia dal secolo XVIº sino alla fine XVIIIº.
I piatti presentati in questo catalogo vogliono dare una idea, ovviamente incompleta, di cosa si è fatto in Italia in questi secoli. Le mode, l'evoluzione socio-culturale, i modelli pittorici ed architettonici disponibili sul mercato, le richieste della classi agiate e, perché no, anche di quelle meno abbienti, hanno contribuito alla formazione in Italia di una classe di valenti artigiani e decoratori, che sono stati vanto del nostro paese sino a tutto il '600.
Poi, a partire dal '700, per una serie concomitante di fattori, tra i quali lo sviluppo economico del Nord Europa grazie ai commerci con l'Oriente e l'America, la conseguente diminuita importanza del Mediterraneo e, molto importante, la riscoperta della porcellana avvenuta a Meissen nel '700, hanno permesso alle manifatture d'Oltralpe, molte delle quali avviate da nostri artigiani emigrati o espressamente chiamati, di assumere un ruolo di primo piano nel panorama della produzione ceramica europea..
Le nostre manifatture non sono rimaste inattive, e sollecitate dalla concorrenza hanno saputo ritagliarsi un ruolo non trascurabile, pur ricorrendo alle mode in voga altrove.
Questo è testimoniato da una valida produzione settecentesca di "alta gamma", alla quale si aggiunge una ancor più valida produzione popolare di fine settecento e ottocento, che ha saputo mantenere caratteristiche di originalità e fantasia non molto frequenti nel resto di Europa.
E questo grazie anche alla gara sempre esistente tra manifatture,
magari della stessa regione, che si disputavano i migliori decoratori, e ad imprenditori capaci di mantenere uno stretto contatto con i consumatori e di soddisfare le loro richieste, anche anticipando mode o desideri. Perché, va ricordato, gli oggetti di cui parliamo non sono un prodotto di esclusivo uso strumentale, ma hanno sempre avuto anche un valore decorativo e culturale, sommando così la valenza estetica a quella pratica.
Avvertenze
Le notizie, i dati e le riproduzioni contenuti in questa monografia sono stati raccolti negli anni presso amici e conoscenti, collezionisti e antiquari, mercanti e galleristi ai quali tutti va il mio grazie sincero e la mia viva riconoscenza.
La collezione qui presentata è parte di raccolte più ampie e gli esemplari descritti sono praticamente tutti inediti, salvo alcuni esemplari provenienti da aste.
Desideriamo sia chiaro che questo quaderno/catalogo non vuole avere pretese scientifiche e nemmeno intenzioni di completezza documentaria: esso è solo il prodotto di un amatore dilettante che con l'aiuto prezioso di amici ha messo insieme una serie di esemplari che lo ha obbligato ad una ricerca appassionante nella quale ha coinvolto anche altri amatori e collezionisti e vuole offrire un facile godimento nella lettura di pezzi che coprono praticamente tutte le manifatture italiane.
Chiediamo comunque venia e comprensione per gli errori e/o imprecisioni di attribuzione e classificazione che certamente verranno alla luce. Purtroppo anche il materiale fotografico risulta a volte di non completa soddisfazione e ce ne scusiamo. Ricordiamo infine che i riferimenti numerici contenuti nelle varie tavole sono per testi elencati nella bibliografia in fondo al libro che riporta la parte dei testi posseduti dall'autore che comprendono l'argomento trattato nel presente volume.
Non nascondiamo infine la nostra ambizione di poter proporre in futuro altre pubblicazioni simile alla presente dedicate ad altre tipologie di maioliche italiane, così come abbiamo fatto nel recente passato.
Sul sito www.maiolicheitaliane.it si possono trovare informazioni in merito all'autore e alle sue pubblicazioni.