Un'idea, quella per una retrospettiva dedicata a Galileo Chini, suggeritaci tempo addietro da un amico scomparso, che fu di valido aiuto all'Amministrazione comunale di Seravezza nel recupero e nella valorizzazione di Palazzo Mediceo. L'esposizione si realizza in questo 1987, anno in cui l'interesse per l'opera di Galileo Chini ha assunto particolare rilevanza dopo l'iniziativa della Biennale di Venezia, e che vedrà un suo ritorno nella lontana Bangkok, dove dipinse nel salone del Trono le allegorie di un paese felice.
La mostra di Seravezza non intende ripetere modularmente, sebbene in una complessa articolazione di temi, quanto su Chini è stato detto in precedenti esposizioni; vuole invece portare un originale contributo alla maggiore conoscenza del Chini pittore di cavalletto, del Chini paesaggista, definendo il rapporto profondo che per oltre cinquant'anni ha legato il pittore fiorentino alla Versilia, e in particolare a quel Lido di Camaiore, allora paradiso d'acque e d'alberi, dové edificò la sua casa, tra le prime, prossima a quelle di Nomellini e di Lorenzo Viani.
Senza togliere niente alla vasta ricognizione dclla sua attività, documentata anche attraverso l'opera ceramica, siamo convinti che l'esposizione di Palazzo Mediceo offrirà nuove occasioni di riflessione e di rilettura critica della pittura chiniana, in una dimensione - quella della Versilia nei suoi spazi e nelle sue luci - che possiede da tempo un respiro europeo.
Paolo Giannarelli Sindaco di Seravezza